Ontologia psichiatrica del cittadino scroccone

Questo post è dedicato a tutti i fuorisede come me o a tutti i futuri fuorisede o ancora agli ex fuorisede, questo è dedicato pure ai cittadini che hanno rotto il cazzo ai fuorisede con la loro scrocconagine.
Il cittadino scroccone è una specie in costante evoluzione e in costante sviluppo, si definisce cittadino scroccone uno studente, ambo i sessi, che vive nella città dove studia, conoscente di fuorisede e che per questo scrocca abitualmente, viveri, letti, televisioni, computer, spazi, tempi ed abitudini dei fuorisede. Il cittadino scroccone sfrutta fino al limite del possibile la libertà concessagli dai fuorisede.
Bisogna qui aprire una parentesi, non tutti i cittadini sono scrocconi, alcuni anzi sono persone lodevoli, persone non invadendi, che non delirano proclamando casa tua “comune socialista universitaria occupata da me fino a quando pare a me”, in una parola questi sono amici. Ma torniamo al nostro scroccone del cazzo, costui scrocca ogni cosa possibile dal WiFi alla pasta, dal computer ai libri, dai letti alle bici, il tutto pretendendolo con la frase “eh regà, siete fuorisede!”, organizza feste a casa vostra, a vostra insaputa, con persone a voi sconosciute giustificandolo con “vabbè regà, siete liberi, la casa è vostra e poi la festa è festa!” per poi dileguarsi la mattina dopo, in fase di pulizia con “bella festa eh!? Visto quante smandrappone del liceo mio ho portato? Mo’ però sto ribaltato, vado a casa a farmi la doccia ci sentiamo per venerdì che vengo a dormì da voi” e se ne va lasciandoti la casa che pare il  cesso di un bordello tailandese, la cucina che pare la figlia di un quadro di Pollock e la scena di un film di Argento e il cesso che sembra la sede di un collettivo di squatter spagnoli. Tutto questo perché a detta sua non ha indipendenza e quindi la cerca a casa tua, non collaborando in un cazzo, anzi se potesse ti cacherebbe sul divano solo per dimostrare quanto è indipendente ora che è a casa tua. Il cittadino scroccone vuole, anzi no, pretende di copulare con la sua ragazza in un letto o su un divano, pretende di dovere scegliere il menù, pretende di aprirti le finestre di tutta casa alle 5:30 perché deve fare taichi, yoga, esercizi di resistenza rettale. Tutti e dico tutti i cittadini usufruiranno del tuo cesso cacando con la porta aperta e si giustificheranno con la frase “a casa mia lo faccio, te da fastidio?” mannò, che dici, l’olezzo di merda al mattino mi riempie il cuore ti pare che mi da fastidio sentire le tue narrazioni anali mattutine?
Per finire, lo scroccone cittadino vi succhierà ogni briciola di pazienza, senza mai un grazie o un “dai compro una birra!”.
Lo scroccone è un po’ un dito in culo con la sabbia ma se esiste dobbiamo solo guardarci allo specchio e sputare in aria, è colpa nostra se è così, è colpa nostra se ci circondiamo di persone che ci spolpano il cazzo con modi di fare del cazzo e con una simpatia del cazzo che ti fa bestemmiare ogni Madonna del firmamento, è colpa nostra anche il non riuscire a vedere la purezza e la gentilezza in persone meno invadenti, meno sprezzanti e più gentili e delicate.
Se mai leggerete questo post date un calcio in culo agli scrocconi e un abbraccio agli amici, quelli veri.

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