Lo studente perineale di medicina

Ho sempre ammirato i medici, il loro sangue freddo, il loro amore per una professione bellissima e anche la loro preoccupazione per i pazienti, poi, però, sono cresciuto ed ho capito che per tanti di loro tutto sto sangue freddo era sbattimento di palle e tutta sta preoccupazione e amore era più che altro per il loro conto in banca e per la loro casa al mare.
Essendo uno studente ho approcciato con diversi studenti e specializzandi di medicina ed ho individuato quelli che per me, almeno per me, sono diventati “perinei col camice”.

Il figlio di figlio di figlio … Di medico: costui è medico dalla nascita, non lo sa ma è così, a casa sua si parla solo di operazioni e parcelle e quindi non capisce le alternative che la vita gli dà. Arrivato alla facoltà di medicina arranca in ogni esame, ne passa uno ogni trenta ma comunque poi si sente meglio di Gesù Cristo e esordisce in ogni occasione pubblica con la frase “ahò, ho delle responsabilità, faccio il medico”, queste responsabilità da medico sono rubare e spacciare vicodin, metadone, antidepressivi, morfina, eroina clinica, supposte, antipiretici per poi rivenderle e comprare altra droga che “ci sono ricerche che dicono che l’erba aumenta la concentrazione”. Il figlio d’arte millanta una grande passione, genetica e genialogica così tanta che vorrebbe fare il medico in una comune nel Biafra ma poi gli arriva una chiamata dell’ospedale e “no, ore gratis non le faccio, mica so Che Guevara!”. Visto che ormai è medico, anche se non lo è, ha il diritto di guardarti dall’alto in basso, di dirti che nessuno ha la loro preparazione anche se poi non distingue una cellula epatica dal culo di una gallina. Il figlio di figlio di figlio di medico è una contraddizione vivente, non ha alcun piacere nel fare quello che fa, tipo una troia slava ottantenne. Sono salami in un corridoio.

Gli esibizionisti: nascono dal test, ossia lo passano, si iscrivono e da lì in poi comincia la vita un po’ ER, un po’ Grey’s Anathomy, almeno come la descrivono loro. Loro sono quelli che ce l’hanno fatta, sono l’Italia migliore, l’élite del futuro. Cominciano su FB foto di camici, stetoscopi, frasi di Ippocrate, selfie con salme, localizzazioni in ospedale, il tutto per dire “ehi, io ho fatto tre crocette bene e questo mi dà il diritto di farti sentire inutile”, non prendendo in considerazione che al mondo non frega un cazzo se metti due o tre dita nel culo di uno con le emorroidi.

Il Gino Strada: pieno di ideali quanto di boria, vuole le carrezzine sulla testa perché “voglio curare la gente”, cosa che sarebbe del tutto naturale in questa professione ma che in realtà non lo è. Il Ginetto finirà le sue prediche etiche subito la prima busta paga e non cacherà più il cazzo con “curerò pure i poveri”, capirà che alla fine i poveri non se la meritano una sanità pubblica. Continuerà a parlare di ideali anche da abilitato ma dal suo studio da cardiologo a 400€ a visita.

Ho conosciuto tanti medici, ho visto in pochi di loro una vera passione e ho visto in tanti, tantissimi, altri una visione della medicina da social, da bulletti del quartiere, da culi coi capelli, da frasi fatte e odio per i pazienti che li trattenevano. Mo’ pensateci bene, ma siamo sicuri che non confondiate il tirarsela con l’amore, quando vedete un medico tronfio e saccente? Poi, oh fate voi ma io credo in una coscienza che mi dia il permesso di giudicare chi ha un giudizio sulla mia vita.

Advertisements

One thought on “Lo studente perineale di medicina

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s