L’arte della sopravvivenza dello studente neo-punk

http://youtu.be/paLCnkwUQf4

Vivo da cinque anni fuori casa e mi piace parecchio, ho sempre pensato che semmai scoppiasse una guerra nucleare riuscirei a sopravvivere grazie a tutti i sotterfugi che ho imparato in questi anni. Diciamoci la verità però, sono pochi gli studenti che si possono permettere una vita senza sotterfugi. Per sentirmi figo ho deciso di ribattezzare questo stile di vita neo-punk e per sentirmi meno immorale condividerò con voi alcune tecniche di sopravvivenza urbana che mi hanno sostentato per ben cinque anni.

Il cibo: senza cibo non si vive ma il cibo ha il suo porco costo, allora che tocca fare per tanto cibo e poco o addirittura nessun costo? Le skills sono tre 1)cibo da casa, farsi spedire o riportare chili di cibarie da dividere e frazionare per i giorni successivi, questo aiuta a vivere con un costo pari a 0€ per almeno una settimana. 2)il cibo da lavoro, se lavorate (rarissimo in Italia) in un bar, ristorante, pub, potete rubare da veri ratti della società il cibo avanzato e più portarlo a casa in modo da avere pranzo e cena per voi e per i vostri coinquilini per almeno un paio di giorni. 3) il discount più discount di tutti i discount, questo è un metodo più costoso ed anche più cancerogeno, la spesa deve comprendere solo scatolame e pasta, più nichel c’è meno pagate, più accorciate la vostra aspettativa di vita meno soldi dovrete pagare. Todis, Toudì, Dico, Tigre sono i posti da studenti neo-punk. Il tutto non sottovalutando la grande presenza del coinquilino/amico dalla mano veloce e la faccia d’angelo, che applica la sua dote da cleptomane per farti spendere ancora di meno e farti sentire più punk dei sex pistols nelle corse infinite per scappare dai pizzardoni del discount.

L’alcool: non c’è niente da fare il 90% della vita sociale di uno studente gira intorno all’alcool. Esiste un solo metodo per avere alcool gratis e forte, imbucarsi alle feste. Ora non è tanto morale rubare, ma rubare alcool che magari berrà uno che guida, che poi magari farà un incidente, mi fa sentire meglio con me stesso. L’abbigliamento da imbucato ha solo un obbligo: la giacca con tasche interne, questo ovviamente serve per imboscare almeno una bottiglia di vino, che bisogna scegliere a seconda del prezzo e della gradazione. Altro metodo è il comprare sempre litraggi esagerati che comportano sicuri comi etilici.

Le sigarette: ora pare impossibile aggirare i monopoli di stato e in effetti lo è, ma diciamo che voi abbiate un amico in erasmus in Slovenia e che sempre questo amico, per ripagarvi del vostro impegno nell’averlo fatto tromba re con la donna dei suoi sogni, vi mandi alla modica cifra di 15€ una stecca di Lucky Strike rosse al mese, sarebbe al massimo un regalo e non una violazione dei diritti del monopolio.

Arredamento: non bisogna disdegnare pezzi di arredamento che sono immondizia per gli altri ma cose bellissime e funzionali per voi. In pratica non schifate l’immondizia, almeno se volete definirvi neo-punk. Quindi sedie, divani e quadri che danno un tono a casa vostra posso essere gli scarti di qualche ikeadipendente che voi fate rinascere.

La droga: ecco visto che è illegale e non dovrei parlarne, vi dico subito che me l’ha detto un amico con l’uveite e che la usa solo per terapia. Quindi i metodi detti da lui sono: 1) scrocco coatto, nel senso che se gira, il 90% dovete fumatla voi, nessuno si incazzerà mai con uno fatto a merda. 2) pusher amico di una vita, se avete un pusher di di fiducia buon per voi, è come avere per amico un grassi sta de caramelle ed essere dei diabeteci. 3) coltivazione diretta, se coltivi in casa posso dire solo due cose “bella pe’ te” e “il km 0 è il futuro di tutto”. Io non dico che vi drogate o che dovreste perché “se sballi è facile che sbagli”, come diceva il ghepardo dei Cheetos.

Ci sarebbero più ambiti da approfondire, lo farò. Se mai leggerete questo posto e vi siete rispecchiati in almeno una cosa, vi voglio bene e vi considero per una serata neo-punk solo per neo-punk.

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