Il linguista farlocco

Per me le lingue sono state sempre un pochetto ostiche, le ho sempre considerate un po’ troppo convenzionali o per meglio dire, troppo figlie del loro tempo, prendete il greco attico, tutti gli antichi più fichi lo parlavano e poi puff… Conquistati dai veneziani, dagli ottomani e mo’ dai tedeschi oppure il latino, la lingua dei chierici e poi sbam, un esercito di pedofili e banchieri ha distrutto pure quella lingua.
Mo’ l’inglese, sarà che gli inglesi sono hipster da 600 anni o sarà che l’America è una società decadente per definizione ma pure l’inglese mi pare un po’ la lingua dei bambini che giocano con la merda. Fatto sta che verso i linguisti nutro un grande rispetto per ogni singolo vocabolo che memorizzano o per ogni singola struttura sintattica che imparano. Ma grazie a vari studenti di lingue ho capito che pure lì esistono persone più irritanti del rafano in culo.

Gli analfabeti in ogni lingua: loro sono quelli che vanno a lingue perché ogni altra facoltà pareva brutta oppure pareva più fico dire “studio lingue” oppure solo “ogni tanto studio. Loro sono quelli che conoscono male ogni lingua ed ogni lemma, nonostante questo hanno una convinzione religiosa che comunque basti accroccare tre parole tradotte semplicemente da un italiano già scarso misto a una scarsa comprensione di ogni lingua, tipo “what do you do for living?” risposta convinta “yes yes, in rome”. Loro sono quelli che pigliano per il culo lo shish di Renzi o Rutelli ma poi quando aprono la bocca sembrano sempre avere problemi neurologici.

Il Celentano: lui è più international, parla con accenti imparati da serie TV o da porno copro tedeschi, sono come Celentano per due motivi, il primo è che con la scusa di avere un grande e bello accento inventa parole, slang e in genere lingue complete, come i bambini di quattro anni che fanno finta di parlare cinese, il secondo è che ‘sti bastardi, sapendo di non sapere parlare neanche una lingua, ti fanno supercazzole come rivincita sulla vita, sulla loro educazione, sui soldi spesi per l’università, sul fatto che sono ignoranti pure in lingue che hanno inventato loro.

I sushistronzi: sono quelli di lingue orientali che amano solo le stranezze del Giappone, perché sono i tipi che implicitamente e pure esplicitamente “guardami! E dai guardami! Odio la pasta, amo il sushi, odio Nino Frassica ma amo alla follia i porno pixellati malatissimi, odio Roma e vorrei fare un bukkake fest a Kyoto!”. Non conoscono la società, né la cultura, né le usanze e pensano che il Giappone sia solo sushi, treni veloci ed hentai su cui segarsi fino a sputare sabbia.

Beh sta cosa di lingue mi ha sempre affascinato dal punto di vista più culturale che della grammatica ma poi vedi che pure in queste facoltà ci sono queste persone mitologiche metà umani e metà dilatatori anali e quindi niente, se leggerete questo post non prendetelo sul personale ma piuttosto un modo di fare giustizia in un sistema che ci e vi piglia per il culo.

Grazie a @marinaPUNTO per il supportone tecnico.

Advertisements

One thought on “Il linguista farlocco

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s