Non è un paese per studenti

Come si dice spesso, in Italia è tutto truccato, in Italia niente gira bene, in Italia non esiste né democrazia, né meritocrazia e neanche un briciolo di umiltà. Il primo passo che fai in questo motore corroso e cigolante è l’università.
Può essere che ti impegni, che dai l’anima e il culo, può essere pure che sei bravo, sei l’eccellenza o anche e solamente può essere che tu quella via, quel pungolo ce l’hai da sempre ma poi o hai dato il culo male o hai venduto l’anima a un prezzo troppo alto o la via era quella per battere e il pungolo era solo per fare giochi sadomaso.
Avrete capito che parlo tanto degli studenti quanto dei professori entrambi sono come il mastice sul culo quando hai la diarrea.
Gli studenti, beh agli studenti che vuoi dire!? Barattereste il vostro futuro per un po’ di sana schiavitù vecchio stampo, sapendo che le alternative sono o arrancare in cerca di un lavoro squalificante oppure cadere nel limbo dei cultori della materia, dottorini, partite iva? Beh onestamente, ci venderemmo tutti, e per tutti intendo tutti, il culo per il tozzo di pane che ci lanciano. Dico questo perché degli studenti esistono:

Il bravo bravo: quello che si è fatto il culo, ha cacato sangue ad ogni esame, che si presenta ai concorsi e non li passa pure se è da solo a farlo. Avoja a dì de avecce mercato dovunque se poi il mercato che te venne te schifa.

L’agganciato: l’agganciato è tipo Lapo Elkan alla Fiat, non fa un cazzo, non sa un cazzo, manco sa come si scrive il suo corso di laurea, che guarda caso è quello nella stessa facoltà del padre, ma alla fine passa, vince e ha davvero mercato dovunque. È lo stesso che magari l’anno prima era diventato stupido con le canne alla manifestazione per la trasparenza nei concorsi pubblici, è lo stesso che magari ti dice “eh avere il padre docente è una bella cacata di cazzi, non posso decidere del mio futuro!”. L’agganciato è come quello che sul tram te l’appoggia e poi ti chiede 30€ per la prestazione.

Lo splendido: lui è come un figlio adottivo per il professore, gli toglierebbe anche i tarzanelli dal culo se solo glielo chiedesse, fa lo schiavo, si svaluta, ad ogni apprezzamento si sente al top come quelli di The Lady dopo una pippatona di coca perlata. Lo splendido è quello che ti interroga, corregge gli esami, trucca i risultati delle ricerche per far passare il suo mentore per il nuovo Darwin.

L’idealista: “io non ho prezzo, non mi venderò mai!” e poi alla prima nomina si menerebbe il cazzo in piazza per dirti che lui ce l’ha fatta e che il suo prezzo era un pasto gratis al giorno in mensa.

Invece dei professori? Dei nostri illustrissimi insegnanti che dire? Che dire delle loro mafie con i libri, con i convegni, con i progetti. Che dire di loro? Tanto si sentono grandi quanto più il loro cazzo si gonfia per una nuova dottoranda o per il nuovo mac alla moda.
Ecco i prof. Sono tipi distinti, raffinati, grandi menti no? NO.
Di prof ne esistono tanti vorrei elencarvi quelli che mi sono capitati in questi cinque anni.

Il priapo: non sa insegnare ma fa un sacco ridere! Priapo per il semplice fatto che ha nomea di essere uno che alla fine, sotto sotto, quegli esami orali, che chiede soloalle studentesse per un 30 e lode o per una firma su una ricerca che non hanno manco letto, sono un tipo di esami di emergenza del tipo bocca-cazzo (grazie Santa Maradona).

Il nobile: figlio di professore, nipote di professore, padre di futuro professore. Ecco lui almeno lo da a vedere che è parecchio un coglione, che non sa un cazzo, che senza la genialogia starebbe a giocare con la merda.

Il sessantottino: è quello dei discorsi motivazionali, che incita alle occupazioni, che ti chiede il fumo durante le pause o le conferenze, è quello che “cambiate il sistema!” ma poi “CHI NON COMPRA I MIEI MANUALI NON SOSTERRÀ L’ESAME!” o “chi fotocopia i libri e fascista!”, “chi vende i miei libri è fascista!” insomma se non lo fai fai diventare più ricco sei un fascista e basta.

Ecco ci sarebbe un sacco da dire ancora, sulla mafia universitaria, sul mercato dei culi, su come si vende e come si compra. Se mai leggerete questo post so già che direte “eh hai scoperto l’acqua calda!” ma era per ribadire che la colpa non è di un sistema ma di un insieme di sistemi.

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One thought on “Non è un paese per studenti

  1. Il Priapo hahahah si ricollega allo “studente competitivo” per la relazione tra i suoi due protagonisti!!
    In ogni caso TOP del TOP per lui.

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