A noi che sei fuorisede non frega un cazzo.

Premetto che anche io sono fuorisede, anche io sono attaccato alle tradizioni del mio paese e anche io sono parecchio campanilista in certe occasioni ma vorrei solo dire anche a me hanno cacato il cazzo quelli che “da me è tutto un sacco più buono/meglio/bello”. Ora bisognerà cadere nei soliti stereotipi per capire meglio. Gli studenti fuorisede si dividono in due categorie:
1)i nazionalisti regionali, sono coloro che fino a ieri hanno schifato la loro regione, hanno pensato che è pure un po’ da provinciali essere di una data regione ma appena trasferiti, appena arrivati in un’altra città, si trasformano in una proloco ambulante e cercano di farti passare la loro regione come un ricettacolo di tradizioni, come un posto ancora ameno, a metà tra Pleasentville e l’antica Roma.
2) i camaleonti, che sono quelli che invece rinnegano le loro origini, cercano di mischiarsi con i cittadini e che quindi, in realtà non dovrebbero cacarti il cazzo ma te lo cacano con finti accenti, finte origini cittadine che oltre ad essere finte so pure irritanti in culo e quindi sono irritanti in culo.
Ma le categorie si dividono anche per provenienza regionale, ora io metterò qui esperienze di vita vissuta e quindi non prendetevela a male.
Cominciamo dal nord, a Roma ho conosciuto solo lombardi fuorisede, alcuni grandi amici altri invece le persone più irritanti del mondo perché se sa Milano è il centro del mondo, Milano è quella cosa che moda, arte, spettacolo e cassöla, ma sti lombardi, so un po’ amorfi non stanno in categorie, non stanno in nessuna parte, altro che il Molise, i lombardi non esistono.

Ciociari, abruzzesi, molisani: io sto in questa categoria, siamo un coacervo di ignoranza, cibi ignoranti, vino ignorante, accenti ignoranti, ma in realtà siamo grandi camaleonti, ci imbuchiamo nei vostri vernissage, facciamo finti accenti ma alla fine alla domanda ” di che quartiere sei?” e alla risposta “di Ferentino” rimangono basiti perché diciamoci la verità, manco i romani sanno se ci sta un quartiere che si chiama Ferentino oppure è un paese.

I campanilisti campani: i campani sono simpatici, in realtà li amo ma i campani sono anche parecchio irritanti del tipo “eh la pizza a Roma non è buona”, “eh la mozzarella di casa mia non si batte”, “eh ma qua so freddi”, ma poi a noi che cazzo ci frega che la pizza è diversa!? Che ci frega che la gente è diversa!? Ma te pare che un romano a Napoli dice “eh la carbonara è meglio a Roma”!? Me pare de no! Quindi i campanilisti campani sono tipo gli italiani all’estero, simpaticoni si ma pure due dita di Gianni Morandi al culo quando devono farti pesare che ogni santa cosa da loro è meglio.

Calabresi, ecco i calabresi sono tipo un club, una setta, una gruppo esclusivo, i calabresi non ti accettano e non ti perdonano di non essere calabrese, non ti perdonano manco se ti vengono le emorroidi da peperoncino, in realtà i calabresi non ti perdonano mai. Ma poi i calabri sono anche i più irritanti fra i fuorisede poiché soffrono perennemente di saudade e cercano di ricreare la Calabria dovunque, anche nei ristoranti giapponesi dove al posto del wasabi chiedono la nduja, oppure quando assaggiano ogni peperoncino del mondo e nessuno sarà mai piccante come quello calabrese. I calabri hanno pure uno spiccato senso dell’umorismo, oppure no, nel cercare di prendere l’accento della città che gli ospita per confondersi tra la folla ma in realtà poi diventano la cosa più comica del mondo quindi spero sia uno spiccato umorismo perché sennò niente, fanno ride (poi mi trovo la macchina bruciata e questo è male).

Salentini, estremamente orgogliosi della loro terra, non fanno i camaleonti ma si integrano non sono una massoneria studentesca, ma pure loro soffrono di saudade e quindi niente spariscono ripetutamente per scendere in patria. I salentini sono un po’ i Salvini del sud, cioè si considerano autodeterminati e sono in continuo contrasto col loro nemico naturale, il barese, che sia tu che lui non capite, che associ solo a Checco Zalone e Riso, patate e cozze, il barese è tipo molto più raro perché non lascia quasi mai la grande pera della Puglia alla volta di un’altra regione. In realtà per i baresi io darei un ND.

I siculi, loro sono la vera perla nera dei fuorisede, poiché tutti sanno che esistono ma poi nessuno li vede, sono tipo Pokémon rari, ma se incontri un sicialiano sta sicuro che ti rimpinzerà, ti riempirà di arancine e poi ciao core. Pure su di loro non avrei altro che cliché da scrivere e visto che ci tengo alla mia macchina, aspetto i vostri commenti.

Ora lo so che è bello sia integrarsi in una grande città sia portare le proprie tradizioni ma non capisco perché far pesare alla gente il fatto di non essere fuorisede, di usare il fatto di essere fuorisede per nascondere il fatto di essere oggettivamente soggetti patologici. Quindi visto che io sto nella vostra stessa categoria a noi fuorisede non ce ne frega un cazzp che voi altri siate fuorisede, siate prima di tutto gente che è orgogliosa ma che sappia toccare con mano altre esperienze.

NB. Questo scritto è goliardico, non razzista, non leghista, solo leghista, quindi stay easy nel leggerlo.

Ps. Conoscete o siete fuorisede? Commentate!

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3 thoughts on “A noi che sei fuorisede non frega un cazzo.

  1. Dai, io non vedevo l’ora di arrivare al megapippone sui siciliani e invece poi.
    Non te la rubo la macchina al massimo te la rigo scrivendoci PEZZODIMERDA di sopra.
    Comunque manco a me frega ncazzo.
    Siamo tutti stronzi alla ricerca di un pezzo di vita da costruire

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