Di felicità e cazzi vari

Beh si, ultimamente la sponda umanista e umana che ho raggiunto in questi monologhi fa un attimo ridere ma visto che sto posto è mio scriverò qua del perché ultimamente sono felice. Premetto, nessun sentimentalismo, ma solo un racconto del perché se sono felice io, proprio io.
Non sono una fenice, non sono mai rinato ne ho fatto la fine della porchetta al forno, non sono forte, bello e soprattutto alto, sottolinerei alto ma forse sono metodico e un po’ machiavellico, non sopporto di fare qualcosa che mi annoia, né i progetti che superino quello che devo fare per l’ora di pranzo. Forse questa voglia di rompere il cazzo, di non poter fare oggettivamente nulla che non mi piaccia mi ha salvato dall’infelicità e dalla depressione che mi ha attanagliato per circa tre anni. Si, senza quello che amo, senza psicologia e motori adesso starei sicuramente in un bagno a sperimentare qualche droga sintetica, a calarmi cartoni di qualcosa per evadere dalla routine e dalla insoddisfazione atavica che mi si annidava dentro. Ora io non mi sento per niente arrivato, non sono davvero soddisfatto, ma sento che ogni giorno riesco a fare mezzo passo in più per qualcosa. Mo voi direte, guardate sto stronzo che ce vuole fa rosicà con frasi fatte da maestro di vita di stocazzo. No regà io dico solo che so stato così nero per così tanto tempo che avevo dimenticato che volesse dire sentirsi libero, che volesse dire provarci e vabbe che volesse dire vedere che quello che fai lo apprezzi tu prima degli altri. Non ho sta pretesa da libretto new age del cazzo, voglio solo dire che io nell’inutilità dei miei problemi, dei miei stati d’animo ce l’ho fatta a trovare un’isola di felicità. Alla fine ho perso sempre nella vita cercando di valutarmi secondo gli standard degli altri e forse mi ha salvato il fatto di essere il più grande perdente del mondo.
GRAZIE FANTOZZI PER AVER DATO IL LA AL MIO CAMBIAMENTO
Io, Pina, ho una caratteristica: loro non lo sanno, ma io sono indistruttibile, e sai perché? Perché sono il più grande “perditore” di tutti i tempi. Ho perso sempre tutto: due guerre mondiali, un impero coloniale, otto – dico otto! – campionati mondiali di calcio consecutivi, capacità d’acquisto della lira, fiducia in chi mi governa.”
(Ugo Fantozzi dal film Fantozzi contro tutti).

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